La Corsa del Bigonzo - Palio delle Contrade coincide con i festeggiamenti dei Patroni di Canale Monterano: San Bartolomeo Apostolo e Santa Calepodia. E’ stata ripresa dalle tradizioni, tramandate dagli antenati abitanti di Monterano, sulle feste propiziatrici per una buona vendemmia, i rinomati "Baccanali" (da Bacco, dio del Vino) che si svolgevano presumibilmente proprio nel periodo di fine agosto (lo stesso periodo in cui si svolge il palio delle contrade) e si concludevano con solenni banchetti in piazza a base di porchetta e vino di Monterano.Colui che più di tutti si è prodigato per la riuscita della manifestazione in oggetto è stato il Sig. Fulvio Evangelista detto "il Maresciallo" prima presidente della Pro Loco poi, per molti anni il responsabile dell’evento. Descrivere il Palio delle Contrade non è sicuramente cosa facile, ma non perché non si capirebbe il significato e il funzionamento, ma perché questo Palio, così come tanti altri, va visto e vissuto con l’intensità l’emozione e il coinvolgimento del momento che si può comprendere solo guardandolo in prima persona, perché vivere il Palio è poter assisterete a qualcosa di unico in Italia per la sua particolarità e per come ci si possa far coinvolgere dal pathos delle gare.
La festa inizia con la lettura del Bando del Palio e con il Corteo storico composto da circa 200 figuranti (dame e cavalieri in rappresentanza delle sei Contrade) che sfilano indossando preziosi abiti del periodo alto medievale, realizzati dalle mani esperte delle sarte del Paese, e con al seguito i vari gruppi di sbandieratori, tamburini, soldati a cavallo, musici e altri personaggi che ravvivano la lunga sfilata. Ognuna delle sei Contrade mette in campo una squadra, formata da 4 Barellieri + uno di riserva, che dovrà correre, disputando batterie ad eliminazione diretta, sui 135 metri del corso di Canale, portando in spalla la Barella col Bigonzo (tipico attrezzo con recipiente in legno utilizzato in tempi passati per la vendemmia) di un peso minimo di 40 Kg (da segnalare che, sino all’edizione del 2001, gli equipaggi correvano con un bimbo, detto Fantino, all’interno del bigonzo poi, sostituito con della sabbia per ragioni di sicurezza). Quindi i 4 corridori, che in un certo senso sono legati tra loro (avendo ognuno in spalla un braccio della barella), dovranno restare vicinissimi cercando il più possibile la coordinazione e il passo giusto per evitare qualsiasi contatto che potrebbe essere causa di cadute.
Cosa si vedrà assistendo al Palio forse lo si può immaginare. Magari quelli un po’ più scettici penseranno al solito corteo storico che si vede oramai in molti paesi o città , alle solite dame e cavalieri, ai soliti tamburini, ai soliti sbandieratori e a tutti gli altri figuranti che popolano questi cortei. Questo può essere vero ma solo in parte perché ogni corteo di questo genere ha le sue particolarità , le sue sfumature e i tanti momenti che si possono scoprire e apprezzare soltanto vivendolo. Ma quello che seguirà il Corteo sarà un evento del tutto particolare, che farà entusiasmare e restare col fiato sospeso: la Corsa del Bigonzo, quattro ragazzi per Contrada che corrono per contendersi la vittoria e quindi il Palio. Ragazzi che devono fare affidamento solo sulle loro forze, fisiche e psicologiche. In questa gara c’è la volontà , il sacrificio e la fatica di giorni e giorni di allenamento, lo sforzo fisico di questi atleti che, soli con se stessi, mettono in moto una sorta di macchina umana che li deve portare all’arrivo volando per i 135 metri del percorso. Vivere il Palio è vedere una gara tra uomini che, per vincere, chiederanno il massimo alle proprie forze, alle proprie possibilità e sia alla partenza, sia durante la corsa, sia dopo l’arrivo di ogni batteria, si potrà vedere sui loro volti la vera espressione di questa gara, l’immagine della fatica e dello stress psicologico che li avvolge e che riusciranno a scaricare solo dopo l’arrivo. Emozioni, sensazioni e paure che solo chi ha partecipato, anche per una sola volta, può raccontare, può sapere cosa si prova in quei momenti, come ti senti prima, durante e dopo la corsa: la tensione della partenza con le gambe che tremano e la paura di non riuscire nemmeno a partire, lo sforzo della corsa che sembra non finisca mai, e all’arrivo l’amarezza e la delusione dopo una sconfitta o meglio l’entusiasmo e la gioia dopo una vittoria, ma soprattutto l’esaltazione e la felicità di un’intera Contrada dopo la conquista del Palio. E’ soprattutto per questo che il Palio bisogna viverlo e magari, come non contradaiolo, affezionarsi a un emblema, ai colori, a una squadra, al calore che trasmette una Contrada, per diventare simpatizzante e, nel caso, festeggiare tutti insieme la vittoria finale ed entrare nel mondo della Contrada che non si limita solo al Palio ma che vive tutto l’anno con tante altre manifestazioni.
Il Corteo storico si svolge per le vie principali di Canale Monterano, ogni contrada ha un proprio corpo di rappresentanza formato da un numero nutrito di figuranti; una regina, un re, dame, cavalieri, suonatori, arcieri, sbandieratori ed infine i barellieri che parteciperanno al Palio. I costumi dei personaggi partecipanti alla sfilata evocano quelli in uso a Monterano attorno alla metà del ’400 e recano i colori dei vessilli contradaioli. Come la preparazione della corsa, anche quella del corteo storico è abbastanza lunga, in quanto, ogni anno, i costumi vengono rinnovati grazie alla sapiente opera delle sarte di contrada, che, oltre a farne di nuovi, provvedono anche, con abili riparazioni, a salvaguardare quelli già esistenti.
Il corteo della Nobile Contrada Carraiola è aperto dal gonfalone dove è possibile ammirare lo stemma, il leone rampante, e i colori, il verde e il nero.
Pietro Scipioni, oltre ad aver ideato la corsa del bigonzo nel lontano 1968, attribuì a questa contrada tali simboli ispirandosi alla illustrissima e "serenissima" città di Venezia con l'unica differenza che il leone alato veneziano è qui sostituito dal leone rampante da cui deriva l'appellativo "Rampa".
Oltre ai vessilli della contrada, sfila lungo il Corso il drappo vinto nella precedente edizione del Palio delle Contrade.
Seguono le autorità civili, religiose e militari. Nell'ordine troviamo la figura del Notaro, inserita nel corteo della Contrada già dal 2011 dopo la sua istituzionalizzazione come Associazione. Il Notaro ha in mano un registro dei conti che simboleggia l'attività svolta da questa figura nei borghi italici dell'epoca. Segue il drappello delle guardie armate tra cui è possibile scorgere la novità di questa edizione, le due guardie svizzere nelle loro eleganti divise multicolore in uso nel Cinquecento. Le milizie sono a protezione di papa Giulio II Della Rovere, di cui si può ammirare lo stemma papale e che nel 1506 reclutò tali mercenari elvetici. Seguono altre figure religiose, come il vescovo della diocesi, parroci e suore. Inoltre, si distingue la presenza di un monaco francescano che, precedentemente membro dell'ordine dei cavalieri Templari, è arrivato in Italia sul finire del Quattrocento al seguito dello stesso papa Della Rovere, all’epoca vescovo di Carpentras (Francia).
Il corteo prosegue con le coppie nobiliari che rappresentano la componente locale più ricca e altolocata dell'antico abitato di Monterano.
Chiudono il corteo i grandi e piccoli atleti, che difenderanno i nostri colori, e la servitù a seguito della corte, composta da membri di classi sociali inferiori giunti con prodotti locali, tra i quali è possibile scorgere anche fra Peppe.
La realizzazione di questo corteo è stata possibile grazie alla assidua e meticolosa attività della sarta ufficiale della contrada Ida Pasquali.
A destra l’omaggio che l’artista Enzo Pilotti ha realizzato per l’abile opera della costumista-sarta Pasquali Ida. La Contrada Carraiola tutta, rende onore al merito alla nostra splendida zia che, sempre dietro le quinte, da decenni realizza per la nostra contrada e per tutto il corteo storico abiti veramente unici e stupendi. Grazie ad Enzo che sa cogliere con i suoi bellissimi disegni tutte le sfaccettature della vita contradaiola, e Grazie a la Ida che ci dona questi piccoli capolavori. Poche parole per dare spazio anche a contradaioli (e vi assicuriamo che sono tanti), che non amano le luci della ribalta ma lavorano ognuno a suo modo per renderci orgogliosi di appartenere a questa Nobile Contrada Carraiola.
1968 Centro | 1969 Centro | 1970 Centro | 1971 Centro | |
1972 Carraiola | 1973 Centro | 1974 Centro | 1975 Centro | |
1976 Carraiola | 1977 Casenove | 1978 Non disp. | 1979 Casenove | |
1980 Casenove | 1981 Stigliano | 1982 Centro | 1983 Castagno | |
1984 Casenove | 1985 Casenove | 1986 Casenove | 1987 Casenove | |
1987 Carraiola * | 1988 Casenove | 1989 Casenove | 1990 Carraiola | |
1991 Carraiola | 1992 Casenove | 1993 Centro | 1994 Centro | |
1995 Centro | 1996 Carraiola | 1997 Carraiola | 1998 Carraiola | |
1999 Centro | 2000 Casenove | 2001 Centro | 2002 Carraiola | |
2003 Centro | 2004 Centro | 2005 Centro | 2006 Centro | |
2007 Centro | 2008 Centro | 2009 Casenove | 2010 Centro | |
2011 Centro | 2012 Centro | 2013 Centro | 2014 Centro | |
2015 Centro | 2016 Centro | 2017 Montevirginio | 2018* Casenove | |
2018 Castagno | 2019 Montevirginio | 2020 Non disp. | 2021 Non disp. | |
2022 Carraiola | 2023 Carraiola | 2024 Montevirginio | ||
* Edizione straordinaria disputata a Monterano. |